sabato 7 febbraio 2015

Riciclo - Mi sono azzardata a fare un video...

...e lo posto anche qui, dato che riguarda entrambi i blogs in un certo modo.
La qualità è scarsa, la prossima volta mi munisco di cavalletto (e magari filmo di giorno).
Non è una novità che si possano indurire i centrini con lo smalto, ci sono mellemila tutorial ovunque, ma tant'è, questo è il mio. Solo che l'idea non è partita dalla motivazione "come indurisco i centrini" ma "cosa ne faccio di uno smalto che è stato un acquisto flop e mi secca buttare" ^_^


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No, giusto perchè, a modo mio, mi piace ancora giocare.
Avviso, è una boiata pazzesca frutto di un momento di cretinera acuta della sottoscritta (capita). Ma insomma, forse mi ci diverto anche.
(Poi tra qualche giorno sicuramente finisce nel dimenticatoio come tante altre cose, ma tant'è, supportata moralmente dalla mia amica Ale magari è più facile).

domenica 1 febbraio 2015

Cuore!

Io ho una passione per i cuori, anche se non è una cosa che sanno in molti.
Non c'entra niente con San Valentino imminente (che poi è una ricorrenza a cui non ho mai dato granchè peso... vabbè), ma l'ho trovato sul web (non ricordo dove...) e non ho resistito a provarci.
Chiaramente finisce tra i lavori in attesa di destinazione.

domenica 18 gennaio 2015

Amaretti morbidi e un altro berretto

Ieri era domenica, e come tutte le domeniche o quasi, il mattino l'ho trascorso ai fornelli, mentre il pomeriggio relax totale con lane e cotoni.
Ieri mattina ho prodotto questi biscottini, di cui vi lascio la ricetta:
AMARETTI MORBIDI

Servono:
200 grammi di farina di mandorle o mandorle macinate fini
200 grammi di zucchero
1 fialetta di aroma mandorla
1 albume d'uovo (io per praticità ho ladrato 35 grammi di albume pastorizzato dal brick con cui mio marito fa colazione di solito :-p )
2 cucchiai di panna o latte
1-2 cucchiai di zucchero a velo

Si amalgamano bene (io ho barato, ho usato il mixer) le mandorle, lo zucchero, l'albume e l'aroma mandorla, e si aggiunge gradatamente la panna o il latte fino a quando si ottiene un impasto modellabile con le mani, un po' appiccicoso.
Si formano delle palline grandi quanto delle noci, si adagiano su una placca da forno foderata con carta oleata e si schiacciano leggermente. Se l'impasto vi fosse riuscito troppo molle (a me è successo), modellate delle noci di impasto con due cucchiaini e adagiatele sulla placca: non verranno proprio delle palline, ma il risultato è squisito lo stesso.
Cospargete con zucchero a velo e infornate a 220° per 15 minuti.
Dovete estrarli dal forno quando sono ancora molli al tatto ma asciutti in superficie: raffreddandosi si asciugano completamente e  si staccano da soli dalla teglia, NON cercate di staccarli prima che siano freddi altrimenti metà rimane appiccicata lì.

Dicevo, il pomeriggio l'ho passato tra lana e cotone, ma non ho prodotto nulla: semplicemente ho "smatassato" dei cotoni che ho lavato nei giorni scorsi, ricavandone dei gomitoli. Successivamente ho diviso i gomitoli sdoppiandoli, nel senso che i filati erano stati ricavati da due gomitoli ciascuno e doppiati (non da me, io se posso evito di fare quel lavoro), e io mi sono messa in testa di dividerli prima di riporli. Tre ore a smatassare e gomitolare, dividere e rigomitolare. Alla fine avevo il dito indice sinistro (dove faccio passare il filo per regolarne la tensione) radioattivo. Vabbè, un lavoro noiosissimo ma che, una volta fatto, non ci si pensa più. Sarà che a me piace avere il mio materiale in ordine, per averlo subito a disposizione quando mi faccio prendere dal raptus creativo.
Ma un lavoro voglio mostrarvelo lo stesso, anche se l'ho terminato nei giorni scorsi: un altro berrettino veloce veloce, sempre per mio figlio, sempre fatto con gomitoli avanzati. Che per lui i berretti non sono mai troppi, data la frequenza con cui li lascia a scuola.
 Il modello è inventato di sana pianta, ma non è altro che un berretto comunissimo e semplicissimo, anche questo lavorato con i ferri diritti tradizionali. Prima o poi voglio mettermi di impegno e imparare anche ad usare il gioco di ferri, magari prima che arrivi la bella stagione e sarà tempo di riporre le lane per tornare a dedicarsi ai cotoni e alle tele da ricamo.

domenica 11 gennaio 2015

Un altro guanto senza dita

E niente, sono in "guanti-senza-dita-frenzy", a quanto pare. Non che non ne abbia a sufficienza, ma visto il numero di gomitoli solitari che ho ancora nelle scatole dei filati, mi sembra un ottimo modo di utilizzarli anzichè lasciarli ad ammuffire. Così ieri in quattro e quattr'otto è nato anche questo
Ma... c'è un MA: non è sicuro che riesca a fare il gemello. Solo io riesco a fare ste cose :D C'è che il gomitolo che ho usato per farlo non era tutto dello stesso colore, nel senso che man mano che usavo il filato ho scoperto che la parte interna del gomitolo stesso era stata iniziata con un altro filo (non era un gomitolo mio, io ste cose non le faccio... che senso ha?). E il secondo filo non è mica simile: è blu! E così oggi vado a sgarfare nelle scatole alla ricerca di un eventuale altro gomitolo uguale (non si sa mai che sia scivolato in un'altra borsina, lo spero!), altrimenti questo tocca disfarlo (che me ne faccio?). In ogni modo il punto mi piace molto, e la realizzazione è davvero semplicissima. Lascio anche di questo il tutorial, sempre di Monica Furio, se interessasse a qualcuno (ma c'è ancora qualcuno che passa di qua? Mah...).