martedì 21 agosto 2012

Bai Jia Bei


Si narra che l’imperatrice cinese Tzu Shi, sapendo di doversi separare dal suo bambino erede al trono, volesse fare di tutto per proteggerlo dalle insidie del mondo. Chiese quindi al capo di ognuna delle cento più grandi famiglie dell’Impero un rotolo di seta e ordinò ai sarti di tagliare cento piccoli pezzi di queste stoffe e fare con questi un abito per il neonato. In questo modo il bambino avrebbe avuto la simbolica protezione delle cento nobili famiglie e sarebbe stato difeso dal male.

Il Bai Jia Bei è diffuso ancora oggi nelle campagne cinesi, ma è diventato un modo per dare il benvenuto ai bambini nelle famiglie di tutto il mondo, soprattutto a quelli adottati, trascendendo limiti di spazio e tempo.

Per accogliere un bimbo che arriva, si prepara una coperta che lo riscaldi e lo protegga e che possa tenere con sé per tutta la sua vita e lasciare a sua volta ai propri figli. Per fare questa coperta, si devono avere da cento diverse persone cento riquadri di stoffa, di 25cmx25cm. Ogni riquadro deve essere accompagnato da un pezzetto di stoffa più piccolo, allegato ad un biglietto di auguri per il nuovo arrivato, così che si conoscano i mittenti dei vari pezzi di stoffa, i loro pensieri affettuosi e magari le motivazioni che hanno spinto alla scelta di una stoffa piuttosto che di un’altra.

In questo modo quando il bimbo arriva a casa (in qualunque modo sia arrivato) è già circondato di buoni sentimenti, avvolto nella copertina fatta grazie all’amore di chi lo ha voluto salutare regalandogli un pezzetto di stoffa magari intrisa di ricordi e con una raccolta di cento biglietti più dolci di tante fiabe. E le persone che vogliono testimoniare il loro affetto, possono essere davvero tante… parenti, amici, sconosciuti che hanno vissuto simili storie di adozione, famiglie a cui fare lo stesso regalo… 


Non sapevo si chiamasse così, nonostante non sia la prima che faccio assieme ad altre bravissime ricamine (15 e non cento come la storia, ma ovviamente è il concetto che vale). Finalmente posso mostrarla, finita a febbraio e consegnata (per motivi logistici) solo un paio di settimane fa alla destinataria

 che è LAURA :-)

Questo è il mio ricamo




E questo è un particolare della rifinitura, anzichè imbottirla ho pensato di foderarla con del morbidissimo pile color panna
E spero che rimanga un bel ricordo per la sua mamma e per la Iaia, che per me lo sarà sicuramente, come lo è ogni lavoro a più mani a cui do il mio contributo :-)




3 commenti:

Laura GDS ha detto...

ogni tanto mi lasci perplessa. Come puoi dubitare che non sia un bel ricordo che rimane?

Mamiga ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mamiga ha detto...

Stai a guardare le sillabe, cercavo una conclusione decente per il post e non mi veniva in mente altro...